Blog

Tenersi in forma: come e quanto? Il segreto della via di mezzo.

Tenersi in forma

L’esercizio fisico è uno dei pilastri della salute, come suggerisce il quinto dei 10 centenari della leggenda. Ma cosa sappiamo oggi sull’allenamento? Quanto è giusto allenarsi, quando fermarsi? Che cosa ne pensa la tradizione medica cinese? Con calma, analizziamo tutte le risposte alla luce della tradizione cinese e della moderna bio-medicina.

Quanto esercizio fisico è giusto fare?

Sino a poco tempo fa, nessuno si allenava. Il jogging in particolare, emblema dell’allenamento moderno, vede la sua fioritura negli anni ’60. Prima di allora, fatta eccezione per atleti e maratoneti, nessuno si allenava. I profondi effetti benefici dell’allenamento sono presto stati scoperti dalla ricerca scientifica, ma ultimamente si sta creando una certa evidenza scientifica riguardo al fatto che troppo allenamento possa essere nocivo per la salute.

Quando nell’allenamento è giusto fermarsi?

Il segreto è nella via di mezzo. Lo sapevano i monaci buddisti, lo sapevano i nostri antenati latini. “In medio stat virtus” – e non è solo un modo di dire. Da diversi studi scientifici sembra evidente che se un allenamento moderato (in termini di corsa 2.5 ore a settimana o 30 km a settimana, ripartiti in modo equilibrato – 4-5 sessioni di sport a settimana) sia estremamente benefico per la salute, in termini di protezione cardiovascolare ma non solo: i benefici sembrano riflettersi su molti più apparati. Tuttavia appare evidente da diversi studi come un’attività fisica eccessiva possa far perdere questo beneficio e, addirittura, possa incrementare il rischio di sviluppo di alcune patologie, anche potenzialmente gravi (fibrosi cardiaca, aritmie maligne).

La via di mezzo?

Come nell’alimentazione è giusto fermarsi prima d essere sazi, così potrebbe essere nello sport. Capire quale sia la propria necessità di allenamento senza diventare “dipendenti” dall’esercizio fisico estremo, scegliere i giorni giusti per allenarsi e i giorni per riposarsi, variare il tipo di attività potrebbero essere le chiavi per mantenerci in salute.

BIBLIOGRAFIA

  • Pratt M et al (2000). Higher direct medical costs associated with physical inactivity. Physician and Sportsmedicine, vol 28, pp63-70.
  • Moore SC et al (2012). Leisure time physical activity of moderate to vigorous intensity and mortality: a large pooled cohort analysis. PLOS Medicine vol9(11), e1001335.
  • O Keefe JH et al (2013). Run for your life… at comfortable speed and not too far. Heart vol 99(8), pp 516-9.
  • Schnohr P et al (2013). Longevity in male and female joggers: the Copenaghen City Heart Study. American Journal of Epidemiology. Vol 177(7), pp683-9.
  • Lee J et al (2012). Running and all cause mortality risk: is more better?. Medicine & Science in Sports & Exercise, vol 44(6), pp990-4.
  • O’Keefe JH et al (2012). Potential adverse cardiovascular effects from excessive endurance exercise. Mayo Clinic Proceedings, Vol 87, pp 587-95.
  • Hunter GR et al (2013). Combined aerobic and strength training and energy expenditure in older women. Medicine and Science sports and exercise. Vol 45(7), pp1386-93.
  • Hamer M et al (2008). Walking and primary prevention: a meta-analysis of cohort prospective studies. British Journal of Sports Medicine. Vol 42, pp238-43.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *