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Jin Ping Mei – Recensione

Romanzi classici cinesi

Esistono 4 romanzi classici della tradizione cinese 四大名著: in riva all’acqua, il Sogno della camera rossa, il Viaggio in Occidente e il Romanzo dei Tre RegniTuttavia non si può oggi negare l’esistenza da un quinto romanzo. Il fratello minore, quello scapestrato ma che si accaparra la simpatia di tutti, o quasi. Si tratta di un volume che non parla di eroi leggendari, non parla di epiche battaglie, non parla di religione e di grandi imprese, non ci sono demoni e spiriti, non ci sono – apparentemente – grandi riferimenti esoterici. È un romanzo che parla del quotidiano, un romanzo che è così vivido nel descrivere i dettagli delle relazioni umane, i rapporti tra amici, amanti, parenti da risultare immediato per il popolo, in ogni epoca.

Ma è anche altrettanto realistico nel descrivere la corruzione dilagante della società dell’epoca da renderlo, come dire, sempre attuale. Un romanzo così non poteva certo conquistarsi la simpatia della classe dirigente che provò a vietarlo in tutti i modi, in epoche diverse, con il risultato opposto di promuovere la sua diffusione aggiungendoci il gusto del proibito. 

Jin Ping Mei: il gusto del proibito

E di proibito proprio si parla perchè un argomento che viene spesso tirato in ballo dall’autore è proprio quello dell’amore. L’amore passionale, erotico. Nei libri classici siamo abituati a sentir parlare dell’atto sessuale in modo poetico, caro a i cinesi, con metafore come fare come le nubi e la pioggia, nubi e montagne.

L’autore del JPM va ben oltre. Altro che 50 sfumature di grigio, la tematica del sesso viene affrontata con rigore di dettagli al ritmo dettato dal protagonista, Ximen, dall’appetito difficilmente saziabile. C’è chi si è preso la briga di contare queste scene arrivando alla bella cifra di 72. Una ogni 27 pagine!

Jin Ping Mei: la trama

Questo è un romanzo sull’amore, sui bicchieri mezzi pieni, sulla vita consumata vivamente, sbranata, gustata in ogni istante di presente. Già dall’introduzione l’autore – o autrice rimasta sconosciuta alla storia – ci ammonisce “Sole le Bestie e i Santi non sentono niente, gli uomini si innamorano.” (Il magnete non è che un sasso e già può attirare il ferro, figurarsi gli uomini che sui sentimenti ci ricamano!)

Un romanzo femminista?

Questo è un romanzo sulle donne. Ci sono diversi personaggi femminili e uno maschile, spesso considerato erroneamente come protagonista, Ximen. Un personaggio nel quale fatichiamo a riconoscerci, una sorta di arricchito mercante pronto a tutto per ottenere il potere e il successo con le donne. L’autore ne fa una descrizione molto simile ad una fedina penale.

Edizione integrale italiana in 2 volumi. Luni Editrice

Tuttavia L’autore ha certamente un personaggio preferito, Loto d’Oro, una donna di potere intelligente e dotata di una “bellezza di tigre”. Il libro si sviluppa descrivendo sì un quotidiano ma che è reso speciale dalla passione dei sentimenti che muove i personaggi – uno maschile e molti femminili – e li porta a incrociarsi, intrecciarsi ina una serie di vicende che coinvolge la famiglia di Ximen per 15aa.

C’è un pò di tutto, la commedia, l’adulterio, c’è pure l’omicidio, qualche scena di azione,  giustizia e ingiustizia, la contesa per il potere e come forza trainante di tutto questo c’è la passione, l’intensità, la varietà dei sentimenti umani.

Un titolo intraducibile?

Letteralmente Oro  金 Jin – Vaso 瓶 Ping – Pruno 梅 Mei. Jin Ping Mei fa riferimento alle tre protagoniste femminili principali: Loto D’Oro, Ampolla e Fior di Prugno. Il motivo per cui sono state scelte è quello di costruire con questi 3 caratteri una frase leggibile in un altro modo: Fior di Pruno nel Vaso d’Oro. Una sorta di enigma barocco. L’immagine che desidera restituire è quella dell’unione degli organi sessuali maschili con quelli femminili.  Qualsiasi tentativo di traduzione di questo nella nostra lingua suonerebbe stonatamente pornografico. Solitamente si preferisce fingere che che non sia traducibile.

Curiosità sul romanzo

I manuali di storia delle religioni citano il viaggio in occidente come riferimento per lo studio di confucianesimo-buddismo e taoismo, le 3 dottrine. Ma lo Xiyou è un libro enfatico, satirico. Molto meglio sarebbe citare il JPM che mostra la presenza di queste 3 dottrine nel quotidiano dell’epoca Ming, finta Song. Perchè non venga mai citato rimane un mistero, probabilmente l’importante carica erotica del romanzo gioca un ruolo Chiave!

Compaiono riferimenti allo Xiyou e allo Shuihu, in particolare un episodio singolo dello Shuihu (quello dell’eroe Wusong che scopre un adulterio e omicidio ai danni di suo fratello e si vendica) in questo libro diventa l’evento centrale su cui si sviluppa buona parte della narrazione. 

Avete presente la storia delle pagine avvelenate che compare nel Nome della Rosa? Probabilmente l’autore si è ispirato proprio al Jin Ping Mei, la leggenda vuole infatti che fosse stato scritto apposta da un letterato per eliminare un avversario politico. Costui si sarebbe riconosciuto nel nome del protagonista (simile al proprio) e avrebbe letto il libro tutto d’un fiato per morire infine avvelenato sulle ultime pagine.  

Insomma un libro che è stato proibito per molti anni, oggi è disponibile in versione integrale in Italiano (Luni Editrice). Un libro che non può certo essere liquidato come “romanzo erotico”. Il misterioso autore o autrice ci offre un libro complesso e scorrevole, un elogio del presente, della passione, dell’imperfetto, dei sentimenti – virtuosi o meno – un’ode alla bellezza della natura umana. 

 

 

 

 

 

2 risposte

  1. Buongiorno! Io avevo letto questo romanzo all’università anni fa, in una vecchia edizione di Einaudi, e mi era piaciuto moltissimo. Ho scoperto oggi questa nuova versione integrale: mi consiglia di leggerla?

    Grazie!

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