Blog

Caffè e Medicina Cinese

 

Caffè: fa bene o fa male?

Per anni i sostenitori delle medicine naturali e chi si promuoveva come sostenitore delle discipline orientali hanno provato a convincere le persone che bere il caffè fosse dannoso per la loro salute.

Il caffè venne incolpato di molte cose: contribuire alla tossicità del corpo, stimolare il sistema simpatico e “bruciare i surreni”. Veniva inoltre disprezzato in quanto parte integrante di un sistema di alimentazione di massa. Inizialmente i sostenitori di queste tesi si trovarono sostenuti da alcuni studi scientifici che identificavano un’associazione del consumo di caffè con una serie di effetti collaterali. In realtà questi studi vennero successivamente confutati, in quanto condotti senza un adeguato rigore scientifico.

In anni più recenti la ricerca ha dimostrato come il consumo di tè – sostanza eccitante contenente caffeina – sia una delle abitudini più sane possibili. L’attenzione del mondo scientifico si è concentrata intorno ai polifenoli del tè, sostanze con una potente azione antisossidante. Il caffè contiene gli stessi polifenoli.  Il caffè e il tè sono sostanze con una lunga tradizione, consumate da miliardi di persone. La loro attività deve quindi essere ri-esaminata.

Sono sicuramente poche le bevande o i cibi adatte a tutti. Probabilmente il caffè può accompagnarci per tutto l’arco della vita senza privarci di un solo giorno, a patto che venga consumato con moderazione.

bacche di caffè rosse sul ramo

La storia del Caffè

La leggenda vuole che un pastore della regione dell’attuale Abissinia, mentre si godeva una giornata di sole, vide le sue capre iniziare a danzare sulle zampe posteriori, come impazzite. Andando a controllare cosa fosse successo si accorse che avevano mangiato delle bacche rosse che crescevano in quella zona. Decise di assaggiarle e improvvisamente i suoi occhi si spalancarono: era completamente sveglio. Ne portò alcune bacche al villaggio e lo stesso effetto venne condiviso dai suoi abitanti, stupefatti.

Questa storia è curiosamente simile alla leggenda cinese che condusse alla scoperta della Herba Epimedii – Yin Yang Huo – in cui un pastore notò la comparsa di un notevole eccitamento sessuale nelle sue capre dopo aver mangiato le foglie di questa pianta.

Inizialmente il caffè veniva ottenuto dalle bacche ancora verdi, e solo successivamente venne adottato il processo di tostatura. Il segreto del caffè venne a lungo custodito gelosamente dagli arabi, motivo per cui si dovette aspettare il XVII secolo prima che le prime bacche di Coffea Arabica raggiungessero l’India, trasportate da un pellegrino e successivamente coltivate in terra indiana. Secondo gli storici nel 1887, attraverso il Vietnam, raggiunse la Cina insieme ad un missionario francese che diede inizio ad una prosperosa tradizione di coltivazione del caffè nella regione del Yunnan (Cina Meridionale).

le aree di coltivazione del caffè, Yunnan e sud America

La Cina non accolse favorevolmente il consumo di questa bevanda adorata dagli stranieri. Unica eccezione può esser fatta per la cosmopolita città di Shanghai, sede di commerci d’oltremare e di molte imprese commerciali straniere. Qui la presenza occidentale era già ben rappresentata e nell’immaginario collettivo del popolo cinese tutto quello che era straniero era considerato benvenuto e molto di moda, caffè compreso. Non dovette passare molto tempo perché le cose cambiassero radicalmente. Dopo gli anni della Rivoluzione Culturale molto di quello che era legato alla tradizione venne distrutto o dimenticato, lasciando spazio a nuove tradizioni e costumi. Nel giro di circa 100 anni la Cina divenne uno dei maggiori produttori di caffè al mondo.

negozio Starbucks in cina, tipico palazzo cinese

Il Caffè nella Medicina Cinese

Non esiste alcuna sostanza in grado di far bene o far male, in assoluto, a tutti. La Medicina Cinese attribuisce ad ogni sostanza un sapore e una natura, in grado di descrivere il movimento del Qi nel corpo evocato dalla sua assunzione e quindi in grado di spiegarne gli effetti. Quest’azione può essere avvertita come terapeutica in alcuni soggetti mentre in altri può essere considerata patologica.

Ma questa classificazione non è sufficiente per capire la “forza” di un rimedio. Ogni sostanza viene quindi inserita in una categoria che ne possa riassuma il potere terapeutico. Così le erbe di categoria superiore 上品 sono delicate e assumibili tutti i giorni, le sostanze di categoria intermedia 中品 sono più potenti e possono essere assunte solo per brevi periodi. Alla categoria inferiore 下品 appartengono i rimedi tossici: sostanze che possono essere impiegate solo in particolari condizioni ma in grado di fare la differenza tra la vita e la morte.

La pianta del caffè – Coffea Arabica – non compare all’interno della farmacopea tradizionale cinese in quanto il suo arrivo nel Celeste Impero è estremamente recente. Tuttavia è possibile fare alcune considerazioni.

Il caffè viene bevuto da miliardi di persone, tutti i giorni, per tutta la vita. Per questo motivo può essere considerata una sostanza sicura, ascrivibile alla categoria superiore 上品. Anche se alcuni autori lo definiscono un sapore “tossico”, il caffè non può sicuramente essere descritto come tale. Il caffè non è un sapore “tossico”.

La famiglia delle Rubiacee, alla quale il caffè appartiene, è particolarmente generosa nell’offrire sostanze medicinali alla farmacopea cinese. A questo gruppo appartiene il frutto della Gardenia – Zhizi 栀子– e la Morinda – bajitian 巴戟天. La radice di Rubia – Qiancaogen 茜草根 – e il rametto di Uncaria – Gouteng 钩藤.

Il processo di tostatura del caffè lo rende sicuramente più piacevole al palato ed influisce principalmente in due modi: ne modifica profondamente la natura, smorzandola, e ne rafforza l’aroma. Le erbe di natura Fredda possono diventare Fresche o Neutre, quelle di natura Calda possono trasformarsi in Tiepide o Neutre.

tavolo con medicine cinesi, teiera, mestolo, erbe, mobile farmacia.

Al pari del tè, il caffè è una pianta che cresce in diverse regioni, su differenti continenti più o meno tutti alla stessa latitudine. Tuttavia le caratteristiche climatiche delle singole coltivazioni non sono uguali, così come non sono uguali tutti i caffè. Per questo motivo, nella mia esperienza, ho potuto assaggiare sia caffè di natura Fresca, sia caffè di natura Tiepida.

Ogni caffè è differente. I caffè più comuni, “blend”, sono però costituiti da miscele di molti caffè diversi. Questo viene fatto affinché il sapore sia sempre più o meno lo stesso, e possa essere più facilmente riconosciuto dal palato del consumatore. Questo tipo di caffè ha una Natura Neutra o Tiepida, spiccatamente Aromatica. Queste caratteristiche permettono di muovere l’energia dell’organismo, senza riscaldare troppo. L’eccitamento che deriva dall’assunzione del caffè, per la medicina cinese, deriva dal forte aroma. Il sapore “aromatico” è in grado di “aprire gli orifizi” e ridare vita agli organi di senso. Quando il caffè viene assunto in eccesso può indurre un movimento turbolento del Qi, responsabile di un’ideazione vivace ma con scarsa capacità di concentrazione.

Il sapore del caffè, quello buono che non viene fatto bruciare nel processo di preparazione, è amaro e dolce. Il dolce del caffè è particolare. Non si intende il dolce dello zucchero, in grado di modificare essenzialmente il sapore della bevanda, ma il dolce della schiuma. Questa componente dolce del caffè è minima ma rilevante. È infatti in grado di farci apprezzare ancora di più la sua controparte amara, facendoci arrestare in una pausa riflessiva di degustazione. L’amaro imprime al Qi una caratteristica discendente in grado di disseccare.  Questo spiega, almeno in parte, la nota azione del caffè sull’organismo: purgativa e diuretica. Il dolce invece è un sapore che può nutrire, ma in questo caso la sua azione principale è quella di rallentare. Così il sapore dolce non solo rende la bevanda più piacevole, ma ha l’importante compito di stemperare l’altrimenti eccessiva caratteristica discendente imposta al Qi dal sapore amaro.

Come tutte le sostanze il Caffè offre dei benefici ma, come prevedibile, non può far bene a tutti. Alcune persone sono molto sensibili a questa sostanza e anche piccole dosi di caffè sono in grado di stimolare molto il movimento del Qi, esacerbando i loro piccoli disturbi quotidiani (insonnia, tremori, sudorazioni…). Altre persone sono ipersensibili ad altri costituenti del caffè, motivo per cui avranno una scarsa tolleranza anche per le versioni decaffeinate.

Comunque, per la maggior parte delle persone, il caffè è apprezzato sia per il buon sapore che per i piacevoli effetti che è in grado di suscitare sull’organismo.

grani di caffè con tazza, chicchi.

Caffè: una parola sulla ricerca scientifica

Quando all’inizio degli anni ’50 in Europa e negli Stati Uniti vennero eseguiti i primi studi di popolazione sul consumo del caffè venne riportata un’associazione con l’incremento del rischio cardiovascolare: più caffè veniva consumato, maggiore era il rischio.

Tuttavia con il passare degli anni migliorò la qualità metodologia e l’analisi dei dati, per cui ci si accorse che le persone che bevevano più caffè erano spesso anche quelle che fumavano più sigarette, che consumavano una dieta ipercalorica, povera di frutta e verdura fresca.

Quando nelle statistiche vennero considerati anche questi fattori confondenti, venne osservato che il caffè contribuiva ad un incremento del rischio cardiovascolare, ma solo se assunto ad alto dosaggio. Al contrario un consumo moderato di caffè contribuiva ad una riduzione del rischio cardiovascolare. Allo stesso modo, la caffeina veniva ritenuta dannosa per la salute, ma studi successivi smentirono tali affermazioni, almeno per quanto riguarda un consumo moderato.

dottore fa ricerca in laboratorio

A dosi moderate, il consumo di sostane naturali a base di caffeina – come il caffè o il tè – offre numerosi vantaggi da un punto di vista di salute. Il caffè nasce come pianta medicinale e rimane tale. Il fatto che sia consumato su larga scala da miliardi di persone nel mondo non riduce le sue proprietà: non tutto quello che è sano deve essere per forza raro.

“Può sembrare sorprendente che la ricerca contemporanea suggerisca che bere 2-4 tazze di caffè al giorno possa dare notevoli vantaggi in termini di salute. La maggior parte di questi vantaggi è stata ottenuta dall’analisi di vasti studi di popolazione, tenendo presente le altre variabili individuali in grado di fornire risultati fuorvianti. Secondo questi studi il consumo di caffè moderato può ridurre il richio di cancro colorettale del 25%, di calcoli biliari del 45%, cirrosi epatica dell’80%, Morbo di Parkinson 50-80%. Tra gli altri benefici sembra che riduca di un 25% la frequenza di crisi respiratorie nei pazienti affetti d’asma. Secondo alcuni studi il caffè è in grado di contenere 4 volte la quantità di antiossidanti (anti-cancro) contenuti nel tè verde.”

Kenneth Davids

I punti a favore di un consumo moderato di caffè, evidentemente, non sono pochi. Sembra inoltre da alcuni studi di coorte che il caffè possa fornire un effetto protettivo sulla mortalità globale per cause respiratorie e che eserciti un effetto protettivo sulle patologie del fegato riducendo, oltre al rischio di cancro, l’evoluzione della cirrosi e che possa rallentare la riproduzione del virus HCV.

sacco di caffè primo piano

Caffè: non solo caffeina

Molto spesso l’approccio riduzionistico occidentale tende a identificare una sostanza con un principio attivo. La natura ha però molta più fantasia. L’acido clorogenico e il suo estere, acido caffeico, sono antiossidanti presenti in molte erbe cinesi, frutta e verdura e, naturalmente, nel caffè. Queste sostanze hanno dimostrato su studi animali di ridurre il rischio cardiovascolare e di sviluppo di neoplasia. L’acido clorogenico è un potente ipoglicemizzante naturale, capace di ridurre la glicogenolisi epatica e l’assorbimento del glucosio. Uno studio di coorte olandese ha evidenziato come un maggiore consumo di caffè si associ ad un minore rischio di sviluppo di Diabete tipo II. Questi dati sono stati confermati anche dopo l’analisi di possibili fattori confondenti. Ma il caffè non contiene solo acido clorogenico. La Trigonellina è un alcaloide in grado di fornire un ulteriore effetto benefico sul metabolismo del glucosio.

caffeina teofillina metaboliti formule

Il caffè non è solo piacevole da bere e una piacevole fonte di caffeina. È una pianta ricca di sostanze meritevoli di ricerca e considerazioni per capire l’impatto globale del consumo di questa bevanda sulla salute dell’uomo.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Panagiotakos DB, et al. The J-shaped effect of coffee consumption on the risk of developing acute coronary syndromes, Journal of Nutrition 2003; 133(10): 3228-3232.
  • Davids K. Coffee and health: health benefits of coffee, The Coffee Review 2001 (archived).
  • Nardini M, et al. Absorption of phenolic acids in humans after coffee consumption, Journal of Agricultural Food Chemistry 2002; 50(20): 5735-5741.
  • Simon C, et al. Upregulation of hepatic glucose 6-phosphatase gene expression in rats treated with an inhibitor of glucose-6-phosphate translocase, Archives Biochemistry and Biophysics, 2000, 373 (2) 418-428.
  • Abidoff MT. Effect of chlorogenic acid administration on post-prandial blood glucose levels, 1999 Moscow Center for Modern Medicine, Russian Ministry for National Defense Industries, Clinical Report.
  • van Dam, RM et al. Coffee consumption and risk of type 2 diabetes mellitus, Lancet 2002; 360(9344): 1477-1488.
  • D Heath R et al. Coffee: The magical bean for liver diseases. World J Hepatol. 2017 May 28; 9(15): 689–696.
  • Alfaro TM et al. Chronic coffee consumption and respiratory disease: a systematic review. Clin Respir J. 2017 Jul 3.
  • Karpinska J. A mystery of a cup of coffee; an insight look by chemist.  2017 Jun 14.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *