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Stare al sole: fa bene o fa male?

Prendere il sole in inverno è come bere un bicchiere di vino caldo.

Zhou Bangyan XI secolo

Inizio secolo: usi e costumi

Dalla fine dell’800 inizi 900 l’esposizione al sole veniva in generale evitata, perché considerata segno di appartenenza ad una classe sociale inferiore, costretta a lavorare nei campi. In questo contesto storico le donne facevano di tutto per non esporsi al sole: impiego di maniche lunghe, ombrellini e parasole. In Cina ancora oggi le cose non sono molto diverse ed è facile incontrare persone con gli ombrelli parasole e maniche lunghe.

Anni venti e scoperta della vitamina D

Nel 1920 la scoperta della Vitamina D ha fatto cambiare completamente la percezione del problema. Nel deficit di Vitamina D veniva identificata la causa del rachitismo e quindi la possibilità di trattamento e prevenzione. Inoltre l’esposizione al sole iniziava ad essere sostenuta anche per altre patologie in cui diede segni di beneficio: la tubercolosi, la gotta, i disturbi reumatici, il diabete, le ulcere croniche.

Anni cinquanta: associazione con le neoplasie cutanee.

Negli anni cinquanta l’associazione tra esposizione al sole e sviluppo di tumori della pelle ha iniziato a creare un’iniziale diffidenza verso l’esposizione al sole che vide il suo apice circa 30 anni dopo. Negli anni ottanta la scena medica globale è stata dominata dai consigli dei dermatologi riguardo alla necessità di evitare il più possibile l’esposizione al sole.

Epoca moderna: il ritorno delle vecchie indicazioni.

Oggi il pendolo sta tornando dall’altra parte. Sembra che la mancata esposizione al sole incrementi il rischio di sclerosi multipla, Diabete Mellito tipo 1, sindrome metabolica, ipertensione, artrite reumatoide, asma, malattie infettive, Alzheimer e altre.

  • Deficit di Vit. D è diffuso, parzialmente per la paura di esporsi al sole. Nei paesi industrializzati il rachitismo è in crescita. Ci sono buone motivazioni a favore dell’esposizione al sole e del consumo di cibi ricchi di Vit. D come i funghi, pesce e tuorlo d’uovo.
  • Uno studio su 30000 donne Svedesi ha dimostrato che chi non si esponeva al sole aveva una mortalità doppia rispetto alle altre. Almeno in Svezia non esporsi al sole fa male.
  • Una forma di Depressione stagionale varia da 1% (Florida) nelle zone soleggiate al 10% nelle zone con poco sole (Alaska).
  • Per quanto riguarda le neoplasie della pelle, l’esposizione al sole è legata allo sviluppo di tumori benigni, ma la correlazione con il melanoma non è dimostrata.

 

Senza dubbio la luce del sole fa bene alla salute, è in grado di riscaldare e mette in circolazione l’energia.

Zhou Mi, 1232-1298

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